Fondi VS ETF
Mi pare che meriti una nota una segnalazione fatta nell'ultimo Milano Finanza.
Si tratta della segnalazione di un fondo specializzato sul mercato USA che da 10 anni batte l'indice americano, l'Oyster Us Value.
E' stata fatta perché questo ha presentato, per la prima volta agli investitori italiani, il portafoglio del fondo.
Fondo che, con 40 titoli, ha fatto meglio dell'indice S&P 500 con un rendimento del 300% contro il 100% degli ETF dal 1996.
E' corretto dire che gli ETF sono tendenzialmente meglio dei fondi comuni.
Questo perché gli ETF sono, almeno come origine, fondi passivi che replicano l'indice (ci sono anche quelli attivi che applicano meccanicamente strategie di investimento) e lo fanno con poche commissioni.
Mediamente i fondi fanno peggio degli ETF perché zavorrati da commissioni più alte, ma anche perché larghissima parte dei fondi comuni sono in realtà fondi passivi spacciati per attivi.
Tuttavia, una buona gestione è una benedizione anche perché ti sgrava dal seguire troppe cose.
Questo indipendentemente dal tipo di gestione, che sia fondo, SICAV od altro....
Di fatto è una gestione anche quella della Berkshire Hathaway di Warren Buffett (e buon per chi l'ha sfruttata e la sfrutta).
La nota non è tanto per un fondo che va bene, se non benissimo, ma perché è oggettivamente notevole la costanza con la quale sono sempre le stesse famiglie di fondi a fare bene.
La Oyster è certamente fra queste, e merita una segnalazione per questo motivo, non per il singolo fondo, discorso che vale anche per "famiglie di fondi" come quelle di Schroders e Carmignac.
Della serie: è vero che le performance passate non sono garanzia per il futuro, ma è difficile non notare come ci siano "case di investimento" che da anni, anni ed anni macinano risultati ed esprimono prodotti di valore.
Praticamente come fa sul fronte opposto, ossia in negativo, Mediolanum.
Non c'è modo di sapere con certezza perché i gestori migliori finiscano nelle solite società.
Forse non è nemmeno diverso dal motivo per cui i calciatori migliori in Italia finiscono alla Juventus o nelle milanesi: essere pagati di più e stare in società più prestigiose è meglio del contrario.
Peraltro fa impressione anche il dato dell'OECD (in Italia noto come OCSE) che evidenzia come la PPP (Purchasing Power Parity, parità di potere d'acquisto, che rappresenta in parte importante i fondamentali di una valuta) del dollaro lo veda enormemente sottovalutato (del 26% circa sull'EURO).
Sempre su MiFi c'è anche un interessante confronto fra il carry trade e la PPP come strumenti per speculare sui cambi.
Anche se, per la verità, mi pare che sia poco evidenziato come la strategia del carry trade, essendo basata sui tassi, si basi su fattori volatili.
Molto di più di quanto non sia la PPP perché i livelli di inflazione sono simili nelle principali aree ed il fatto che siano schiacciati verso il basso rende quel parametro ancora più stabile come strumento previsionale.
Anche se il livello della PPP fra EURO e $ è stato sempre sostanzialmente schiacciato fra 1,15 ed 1,20, ma i livelli di cambio sono oscillati fra un minimo di 0,8048 ed un massimo che era il doppio.
In sostanza, è vero che i livelli di cambio girano storicamente intorno alla PPP, ma ci girano intorno anche tanto ed anche per anni prima di tornare a livelli più equi.
Come un pò per tutti i fondamentali.
La PPP è un fattore importante soprattutto se si punta su mercati esteri con fondi od affini, che per definizione richiedono un orizzonte temporale lungo.
Per la cronaca, l'S&P500 ha attualmente un p/e appena superiore alla media storica.
Inoltre, l'attuale p/e è calcolato sugli utili da schifo tipici di una recessione pesante (e questa è veramente da record).
Sono quotazioni da recessione, ma non è probabile che la ripresa negli USA non ci sia (anche se nessuno sa davvero quando).
Probabilmente ci sarà prima e sarà più consistente di quella italiana (al solito).
P.S.
Non sono inviti ad investire in USA, né in quello specifico fondo, né in dollari.
Anzi, personalmente resterò sulle azioni italiane perché ho una lunghissima abitudine di battere il nostro indice.
Il mercato USA è troppo vasto e complesso per le mie limitate risorse, anche di tempo.
Ed è un limite grande perché gli USA hanno prospettive di crescita ben migliori delle nostre e questo livello del cambio è molto protettivo.
Certo è difficile non notare come le azioni di Classe B della Berkshire Hathaway (quelle che quotano 1/30 rispetto all'azione principale) quotano intorno ad appena tremila dollari.
Tanti anni fa scartai la Berkshire per la considerazione che prima o poi pure Buffett tirerà le cuoia ed è un rischio di breve periodo per le quotazioni (anche se i meccanismi di investimento sono replicabili ed il management è a dir poco eccellente).
A distanza di tanti anni posso dire che sta meglio di quasi tutti noi.
Sarà vero che la Coca cola si beve meglio quando se ne è, in parte, proprietari....


