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Analisi fondamentale - O'Higgins

di borsa-finanza00com (12/01/2010 - 23:59)


Fra gli studi di analisi fondamentale pubblicati in questo inizio anno l'unico che mi sia sembrato un minimo rilevante è quello di B&F pubblicato il 2/1/2010.
Tecnicamente non è nient'altro che un articolo basato sulle tecniche di O'Higgins.
O'Higgins, per chi non lo sapesse, è tra l'altro l'autore del libro "Beating the Dow".
Quel testo, pubblicato nel 1990 (e che merita sempre) ha suscitato molto interesse perché propone tecniche di semplicissima applicazione basate su un approccio fondamentale.
Approccio fondamentale che, applicato alle azioni, può essere grossolanamente definito come comprare frazioni di aziende (le azioni sono esattamente questo) che valgono più di quello che quotano. 
In seguito, bivaccare nell'attesa che le quotazioni diventino più ragionevoli.
Niente di speciale, non è che scegliere le azioni basandosi su dividendi o book value sia stata un'invenzione di O'Higgins.
Però è riuscito a metterci il cappello sopra (aggiungendoci anche alcune varianti personali).
I dati che mi sembrano più interessanti dell'analisi di Borsa&Finanza sono quelli relativi a cosa sarebbe successo ad un investitore italiano se avesse scelto i 10 titoli più appetibili (sui 40 del FTSE MIB) per dividendi e per Book Value cambiandoli ogni anno.
 
I risultati sarebbero stati questi:

2003

Portafoglio dividendi +26,3% Portafoglio Book Value +38,2% Indice FTSE MIB +11,8%

2004

Portafoglio dividendi +20,1% Portafoglio Book Value +21,0% Indice FTSE MIB +16,9%

2005

Portafoglio dividendi +23,1% Portafoglio Book Value +26,4% Indice FTSE MIB +16,1%

2006

Portafoglio dividendi +16,4% Portafoglio Book Value +36,5% Indice FTSE MIB +15,8%

2007

Portafoglio dividendi  -4,8% Portafoglio Book Value -10,4% Indice FTSE MIB  -7,9%

2008

Portafoglio dividendi -36,2% Portafoglio Book Value -46,2% Indice FTSE MIB -50,6%

2009

Portafoglio dividendi +32,0% Portafoglio Book Value +32,3% Indice FTSE MIB +21,2%.

Niente di nuovo, s'intende.

Qualunque portafoglio titoli creato selezionando titoli che valgono più di quello che quotano tende a soprapperformare il mercato (pur sottoperformandolo in alcuni anni).

Il fatto è che questa analisi è fatta in maniera più ampia di come si possa fare dal salotto di casa, comprendendo dividendi, diritti e warrant staccati.

O, almeno, personalmente dal salotto di casa lo potrei anche fare, avendo tutti i dati a disposizione per il periodo considerato, ma sarebbe una cosa lunga.

Peraltro, meccanismi di selezione di titoli come quello dei dividendi alti esclude aziende che non distribuiscono utili perché hanno più convenienza ad investirli per finanziare la propria grandiosa crescita (come Google, per citare un caso celebre) ed include titolo con un trend degli utili "precario" da tanti anni come Telecom.

E scegliere titoli con Book Value basso rischia di selezionare le aziende a rischio fallimento.

L'analisi fondamentale è una cosa molto più complessa che guardare i numeretti dei multipli.

Piuttosto, il fatto che persino tecniche così rozze permettano di ottenere extrarendimenti dà il senso delle potenzialità dell'analisi fondamentale.

Anche se quella seria prevede pure lo studio dei risultati degli anni passati: non è che se una società non fa utili in un anno, magari di recessione, non valga niente.

E prevede stime dei risultati futuri (con tutti i limiti delle stime).

Inoltre, tanto più è ampio l'indice considerato, tanto più è facile trovare titoli enormemente a sconto.

Qui vengono considerati solo i quaranti titoli principali.

Questo è comodo, ma è un limite. 

Oltre al fatto che aggiornare il portafoglio una volta l'anno è comodo ma se, come succede spesso, un titolo a sconto raggiunge valori ragionevoli nel corso dell'anno, un meccanismo di rotazione di portafoglio un pò più ampio di una volta all'anno è più efficiente (sempre che non comporti un incremento rilevante delle commissioni, s'intende).

Inoltre i fondamentali cambiano ed è sbagliato intestardirsi: significativi cambiamenti del fair value (del "valore corretto") vanno considerati se si vuole barattare la comodità di un aggiornamento annuo con maggiori extrarendimenti.

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