Euribor e banche
Exane Bnp Paribas ha appena reso noto uno studio interessante che stima come l'aumento di ogni punto percentuale di Euribor a 3 mesi si traduca mediamente in una crescita del margine di interesse nella misura del 5% ed un incremento degli EPS (gli Earning per Share, utili per azione) nella misura del 17%.
In effetti la situazione attuale è la peggiore possibile per le banche commerciali, come quelle italiane.
Questo perché ci sono tassi eccezionalmente bassi ed un livello di sofferenze consistente.
Quanto sia eccezionale il livello dei tassi di interesse è solo parzialmente visibile dai dati del Refi della BCE e dall'Euribor, in quanto l'essere ai minimi della storia dell'EURO non dà bene l'idea della situazione.
Questo perché l'EURO è troppo recente.
Si capisce meglio la situazione guardando il TUS della Banca d'Inghilterra che è al minimo della sua storia, che parte dal 1694......
Un livello di tassi che dà bene il senso dello stato comatoso in cui versano le nostre economie.
Stato che si vede anche dalle difficoltà di famiglie ed imprese a rimborsare i propri debiti.
L'ABI (l'Associazione Bancaria Italiana) stima che le sofferenze bancarie degli istituti tricolore, al netto delle svalutazioni, dovrebbero essere cresciute del +34,5% nel 2009 e dovrebbero salire del +27% nel 2010 e del +9% nel 2011.
E' vero che quando ci sarà la ripresa economica i livelli degli utili del 2007 saranno ampiamente raggiungibili (anche l'effetto di diluzione degli utili causa aumento di capitale di Unicredit è del tutto marginale), ma la ripresa vera non è certo dietro l'angolo.
Nel frattempo la situazione attuale, con l'accoppiata tassi bassi e sofferenze alte, è la peggiore possibile per i nostri istituti.
Dal punto di vista dei tempi della ripresa dovremmo essere all'interno di una lunga notte.
Le stime di Confindustria, che prevedono un ritorno del PIL della nostra economia al livello del 2007 solo intorno al 2013 sono analoghe a quelle dell'FMI.
In pratica, la crisi in Italia dovrebbe durare complessivamente circa sei anni.
Proprio i dati del Fondo Monetario Internazionale sono particolarmente tristi dal nostro punto di vista.
Perché, se si considera come fine della crisi l'anno in cui il PIL torna al livello pre-crisi, è difficile non notare come la crisi degli USA abbia una durata stimata di 3 anni, quella del Giappone di 4 anni, quella di Eurolandia di 5 anni e quella dell'Italia di 6 anni....


