Andamento PIL
Riprendendo i dati dei Bollettini economici di Bank'Italia e della BCE (per caso usciti in contemporanea il 15/4/2010) il quadro diventa ancora più chiaro.
Da notare che Bank'Italia non propone sue previsioni per il 2010, ma presenta le medie degli analisti privati.
Segnatamente: Cina +10%, India +8%, Brasile +5,5%, USA +3%, Giappone +2%, Eurolandia +1%.
Non ci sono cifre sull'Italia ma la stima del Fondo Monetario Internazionale è del +0,8%, mentre altri prevedono ancora meno.
Per avere un quadro esauriente questi dati, esclusivamente previsionali, vanno integrati con i dati "di pietra" del 2009.
Segnatamente: Cina +8,7%, India +7,2%, Brasile +4,9%, USA -2,4%, Eurolandia -4,1%, Italia -5,1%.
Per trovare un paese peggiore occorre andare sulla Russia del 2009 con il suo -5,7% e quella più che una nazione è un derivato sulle materie prime avendo la metà del bilancio pubblico espressione degli idrocarburi (ed il petrolio è stato basso l'anno scorso, addirittura nel gennaio del 2009 era sceso a 33 dollari per barile, lontanissimo dai livelli attuali).
Ampliando l'orizzonte, nonostante la crisi in atto il trentennio 1980-2010 è stato eccezionalmente prospero per l'umanità.
In questo arco temporale il PIL pro capite dei cinesi (circa un quinto dell'umanità) è quasi decuplicato, mentre quello degli indiani (circa un quinto dell'umanità) è quasi triplicato.
Da considerare a parte le crescite fenomenali di tigri asiatiche come Corea del Sud, Singapore e Taiwan, visto il loro ridotto numero di abitanti.
A fronte di questo il PIL pro capite di italiani, tedeschi, francesi e giapponesi è cresciuto di un 50-60%, quello degli americani del 75% e quello degli inglesi del 93%.
Da notare come il pendolo della storia economica abbia cambiato direzione: fra il 1950 ed il 1980 il Giappone aveva sestuplicato il reddito pro capite, l'Italia lo aveva quasi triplicato e la Francia raddoppiato.
Nello stesso arco temporale il PIL pro capite cinese era salito di 1,4 volte, mentre quello dell'India di 0,7 volte.
In larga parte la differenza è stata dettata dal fatto che Cina ed India hanno abbracciato l'economia di mercato (l'India come più grande democrazia del pianeta, la Cina come più grande dittatura del pianeta) riprendendosi ciò a cui avevano rinunciato.


