Crisi greca: la Grecia ha fatto tutto da sola
C'è una tesi, quella di Tremonti, che sostiene che la minore crescita dell'Italia in tutti gli anni passati sia stata determinata dal fatto che non abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, come altri.
Capita che sia più facile credere a ciò a cui piace credere.
Sarebbe bello che così fosse perché significherebbe che nel decennio nuovo ci riscatteremo (cosa non esclusa e di certo auspicabile).
Dopo un decennio in cui, è doveroso ricordarlo, il PIL italiano ha perso 10 volte su 10 nel confronto con il resto di Eurolandia (vedi dati EUROSTAT).
In pratica, tutte le volte che il PIL è salito in Eurolandia da noi è salito di meno, quando è sceso in Eurolandia da noi è sceso di più (nel 2008 addirittura in Italia è sceso mentre in Eurolandia era in lieve crescita).
L'Italia ha una crescita più bassa anche per ragioni strutturali che chiunque provi a fare impresa conosce bene, con gli agghiaccianti problemi della nostra burocrazia ed i tempi terrificanti della giustizia civile (anche se la politica si preoccupa solo di quella penale, per non farsi arrestare).
Sorvolando su altre questioni su cui è ancora più difficile intervenire, come ad esempio una notevole pressione fiscale a fronte di spese discutibili.
Tuttavia, la tesi di Tremonti ha alcune caratteristiche in sé diverse:
A) Contiene in sé una speranza, che ogni italiano dovrebbe condividere, che il nuovo decennio non ci vedrà più come la cenerentola della crescita.
B) Contiene un pericolo, ossia che un atteggiamento di questo tipo scoraggi dal fare quelle riforme che sembra sia il solo Draghi a continuare a sollecitare, invano.
C) Un oggettivo fondo di verità, perché non c'è dubbio che ci sia stato anche chi è cresciuto vivendo al di sopra dei propri mezzi.
Fra chi è vissuto ampiamente al di sopra dei propri mezzi c'è sicuramente la Grecia.
Grecia che ha vissuto un lungo periodo di crescita quasi spumeggiante.
Andando sul sito dell'EUROSTAT (l'ISTAT europeo, per capirci) si può verificare come i greci abbiano vissuto un lungo periodo di crescita (finanziato da spesa pubblica oggettivamente dissennata).
Da evidenziare come quando le banche estere finanziavano quelle spese comprando titoli di Stato greci e le agenzie di rating sovrastimavano la solidità della Grecia nessuno inveiva contro di loro.
Oltretutto (non è una difesa d'ufficio delle società di rating, spesso indifendibili), è difficile non notare quanta ipocrisia ci sia nell'attaccare le loro valutazioni quando sono sfavorevoli mentre in tutti questi anni non si è mai visto NESSUNO farlo per valutazioni favorevoli (a prescindere dal fatto che fossero corrette o meno).
Che questo sia un atteggiamento ipocrita è evidente ed oggettivo.
Comunque, facendo il confronto con l'Euro area a 15 paesi si può verificare come la Grecia abbia conseguito questi risultati in termini di andamento del PIL:
2000: Grecia +4,5% VS Euro15 +3,9%
2001: Grecia +4,2% VS Euro15 +1,9%
2002: Grecia +3,4% VS Euro15 +0,9%
2003: Grecia +5,9% VS Euro15 +0,8%
2004: Grecia +4,6% VS Euro15 +2,2%
2005: Grecia +2,2% VS Euro15 +1,7%
2006: Grecia +4,5% VS Euro15 +3,0%
2007: Grecia +4,5% VS Euro15 +2,7%
2008: Grecia +2,0% VS Euro15 +0,6%
2009: Grecia -2.0% VS Euro15 -4,1%
La Grecia ha vinto sempre con margini enormi.
Va da sé che se questo risultato fosse stato ottenuto per il miglioramento della produttività del lavoro sarebbe stato un risultato magnifico.
La realtà è che è proprio quello l'aspetto più drammatico.
Intanto perché quando si hanno età di pensionamento eccezionalmente basse (e la Grecia è veramente da record) chi va in pensione smette di produrre (sorvolando sulla questione del lavoro nero) e riceve un reddito che qualcuno deve versare.
Ed i contributi, specie se troppo pesanti, aumentano il costo del lavoro comprimendo il numero di occupati e la crescita economica.
Il punto non è certo criticare l'esistenza di istituzioni pensionistiche, né lo standard europeo che prevede che siano i lavoratori in essere a pagare per i pensionati.
Il punto è, invece, che la stampa germanica ha ripetutamente ed accanitamente posto una domanda assolutamente seria e così traducibile: "perché dovremmo sostenere soggetti che vanno in pensione un decennio prima di noi?".
E' una domanda che non si può liquidare con "i crucchi sono antipatici".
Saranno anche antipatici, ma quando uno ha ragione ha ragione.
Da segnalare anche un po' di note sulla Grecia del giornale Hadelsblatt del 30 di aprile (che ha avuto la bontà di sorvolare su un'evasione fiscale di proporzioni tali da rendere l'Italia un paese quasi serio):
1) Donne non sposate o divorziate di genitori deceduti che esercitavano il lavoro nel servizio pubblico ereditano la pensione dai genitori. Ne approfittano 40.000 donne.
2) Lavoratori del pubblico oltre ad essere protetti dal licenziamento hanno diritto alla pensione a 50 anni.
3) Bonus per lavoratori nel pubblico arrivano fino a 1300 € al mese. Ci sono bonus per l'utilizzo di un computer, la conoscenza di una lingua straniera o per l'arrivo puntuali in ufficio. Tutti i lavoratori ricevono 14 mensilità.
4) Voli: la mancata privatizzazione delle linee aeree a causa dei sindacati sono costati alle casse statali milioni solo negli ultimi anni.
5) I familiari dei dipendenti delle linee aeree hanno generosi privilegi: possono viaggiare a gratis su tutte le tratte. Benchè Olimpic fu privatizzata nel 2008 5000 dipendenti sono stati presi al servizio statale e risarciti.
6) Lo stato possiede circa 80 imprese di cui buona parte fa perdite, solo le ferrovie 800 milioni all'anno.
7) Enti inutili, vi sono centinaia di enti di cui buona parte inutili (ad esempio l'ente che dovrebbe amministrare il lago Kopais prosciugato negli anni '30). Costo 100 milioni.
8) Spese militari: dal 2007 al 2009 sono state il 6% annuo di cui l'80% per personale e amministrazione. Si parla di 14 miliardi annui.
Da annotare che l'incredibile livello delle spese militari è legato alle tensioni con la Turchia per Cipro.
Peraltro, se la bellicosità di un paese andasse valutata per il livello delle spese militari la Grecia sarebbe il paese più bellicoso di tutto il continente.
Da annotare che la Grecia come nazione è eticamente indifendibile perché ha presentato bilanci truffaldini (anche se ora va di moda prendere più di mira chi non fa rispettare le regole piuttosto di chi le viola, come se i reati fossero più colpa dei carabinieri che non dei delinquenti).
Occorre ricordare che la svolta vera c'è stata nel 2004 quando il governo conservatore Karamanlis andò alla guida di una nazione con 180 miliardi di € di debito pubblico che erano diventati 300 nell'ottobre 2009 (quando il socialista Papandreou ha vinto le elezioni).
Non solo c'è stato un fenomenale incremento del debito in pochissimi anni di assatanate politiche clientelari, ma il deficit 2009 era taroccatissimo ed è passato dal 3,4% al 13,6% del Prodotto Interno Lordo.
Su quanto sia clientelare l'economia greca una delle cose più significative è che lo Stato non sa nemmeno quanti dipendenti abbia (problema che abbiamo avuto pure in Italia, peraltro).
Da annotare che una recente indagine effettuata dagli enti previdenziali evidenzia come ci siano 60.000 le pensionati deceduti a cui viene ancora erogata la pensione (di cui per 40.000 donne è pure legale, vedi punto 1 delle denunce dell'Hadelsblatt).
Sulle pensioni fasulle il ministero del lavoro ha calcolato 320.000 pensioni di invalidità sostenendo che dovranno essere ridotte a 160.000 perché per metà sono falsi invalidi.
La stesso ministero del lavoro stima che un 43% dei pensionati greci lavora in nero (il che è molto più facile che da altre parti, viste certe età di pensionamento).
A questo vanno aggiunti gli incredibili bonus che integrano lo stipendio come quelli che varie strutture pubbliche pagano ai dipendenti per essere arrivati in orario in ufficio (come se non fosse un dovere) e quello alle guardie forestali per il lavoro fatto fuori dall'ufficio (come se non dovesse essere la norma per dei forestali).
Ad integrare il quadro gli "impiegati fantasma" del settore pubblico che non si presentano mai in ufficio, fanno un secondo lavoro in nero, prendono lo stipendio dallo stato e non sono (ovviamente....) licienziabili.
La Grecia sembra avere tutti i difetti dell'Italia moltiplicati varie volte.
Quando Tremonti dice che stiamo meglio della Grecia ha pienamente, assolutamente ed incondizionatamente ragione.
Questo dovrebbe essere un motivo di parziale conforto per tutti gli italiani.
Quello che ci dovrebbe invece inquietare è che i confronti li facciamo sempre con i peggiori.
Oltre al fatto che l'Italia i "compiti a casa" li ha fatti in maniera rilevante negli anni Novanta, sotto la pressione del rischio default e della necessità di entrare nell'Euro.
Da ricordare che ai tempi della liretta avevamo già superato il 100% come rapporto debito/PIL e non saremmo mai stati in grado di resistere a tassi di interesse come quelli che pagavamo allora sui Titoli di Stato.
Oltretutto, i conti si fanno anche facilmente: diversi punti percentuali in più di interessi ogni anno su un rapporto debito/PIL superiore al 100% sono diversi punti percentuali di DEFICIT AGGIUNTIVO tutti i benedetti anni che passano su questa Terra.
Moltiplicati per tutti questi anni è del tutto evidente perché l'Italia non sarebbe mai stata in grado di farcela senza la protezione dell'Euro.
Quella protezione c'è stata anche per la Grecia che, in tutti questi anni, ha pagato tassi di interesse sul debito enormemente più bassi di quanto avrebbe dovuto fare se la Germania non avesse dato il suo sofferto (e probabilmente sbagliato) assenso all'ingresso in Eurolandia del paese più scalcinato di tutti.
Quando i germanici sono in collera perché chiamati a sostenere un paese in cui si va in pensione un decennio prima che ci vadano loro l'argomento "i crucchi sono antipatici" sta in piedi meno di un serpente zoppo.
La Grecia in tutti questi anni ha pagato tassi molto più bassi di quelli che avrebbe dovuto pagare (anche l'Italia, ma l'Italia almeno ne ha approfittato per stabilizzare il rapporto debito/PIL), nel presentare i bilanci ha avuto un comportamento truffaldino nei confronti dei propri soci di Eurolandia, ha fatto la cicala avendo la spudoratezza di fare la morale alle formiche.
Che ora per i greci si prospetti un periodo di sofferenza più intensa di quella toccherà ad italiani, germanici ed altri popoli non c'è dubbio.
Ma che questo sia iniquo è un discorso completamente diverso.
E' esattamente dal punto di vista etico che la Grecia è completamente indifendibile.
Con tutto quello che si può dire per distinguere nazioni, popoli e singole persone.
Per inciso l'unico greco che conosco io è un lavoratore formidabile e ne ho un'opinione altissima, anzi appartiene a quel tipo di immigrazione che migliora l'Italia riducendone il tasso di italianizzazione.
Ma il comportamento della Grecia è indifendibile soprattutto da un punto di vista morale.
E quando il Fondo Monetario Internazionale chiarisce che si fermerà lì per 10 anni (annunciando un commissariamento di fatto) dà bene il senso di come la Grecia si sia creata la giusta reputazione di Stato completamente inaffidabile i cui comportamenti, ED I CUI BILANCI, vanno studiati uno ad uno.


