Investire nelle small cap
Merita uno spazio uno studio del Credit Suisse.
E' importante perché riguarda le small cap, che sono la stragrande maggioranza delle società quotate, pur rappresentando una parte minoritaria della capitalizzazione delle borse.
Evidenzia come un dollaro investito nelle small cap statunitensi il 31/12/1925 alla fine del 2009 sarebbe diventato oltre 12.000 dollari.
Risultato ben migliore rispetto ai quasi 2.600 dollari che sarebbe diventato se investito nelle società più grandi.
In realtà si tratta di una overperformance ANNUALE non stratosferica, di circa due punti percentuali.
L'opinione più diffusa è che le small tendano a far meglio delle grandi essendo usualmente queste ultime già mature e con meno probabilità di espandere ulteriormente le proprie attività, oltre ad avere meno flessibilità.
La durata MEDIA del periodo di overperformance delle small è di circa sei anni.
Da annotare come le small cap sovraperformino le blue chip tanto più quanto più è bassa la volatilità delle borse (misurata attraverso il Vix).
Vale lo stesso discorso per gli spread sul credito: essi (come la volatilità) hanno una correlazione negativa nei confronti delle small cap.
In sostanza: quando i differenziali di rendimento si restringono, le small cap tendono a sovraperformare le aziende più grandi e viceversa.
In pratica, in entrambi i casi si verifica che quando la propensione al rischio è più grande e/o c'è espansione economica le small cap tendono a battere le blue chip.


