Il punto sulla crisi
Mancano ancora i dati sul 2° trimestre del 2009 del Canada ma il quadro è piuttosto chiaro, soprattutto nel suo essere assolutamente omogeneo.
Nel secondo trimestre del 2009 il PIL in Eurolandia è stato in calo dello 0,1%, identico al -0,1% del G7.
Anche il dato anno su anno è estremamente simile: -4,7% Eurolandia e -4,6% il G7.
Fuori media, in negativo, l'Italia che ha registrato un -0,5% nel secondo trimestre di quest'anno ed un -6% nell'arco dei 12 mesi (sempre confrontando il secondo trimestre del 2009 con quello del 2008).
Nulla di nuovo nel fatto che l'Italia stia peggio della media: in tutto il decennio non c'è stato un anno di numero nel quale il nostro paese non abbia sottoperformato i risultati dei paesi più simili.
Da notare che il Superindice dell'OCSE, attribuendo un punteggio di 103 all'Italia, la stima fra i paesi che potrebbero ripartire prima.
Cosa che, oltre ad essere ovviamente auspicabile da italiani, è resa verosimile anche dal fatto che, essendo stati fra i primissimi ad entrare in recessione, potremmo essere fra i primi ad uscirne.
Nel 2008 il PIL italiano era già in calo di un -1,0% contro un +0,8% di Eurolandia, risultato quest'ultimo zavorrato dalla stessa Italia.
Da notare anche che, mentre l'Italia è messa peggio degli altri come crescita, il sistema bancassicurativo si è mostrato eccezionalmente prudente e solido.
Da una manciata di giorni pure il Monte dei Paschi di Siena ha raggiunto Banca Intesa e Mediobanca nel novero degli istituti che hanno CDS a 5 anni più "favorevoli" rispetto allo Stato Italiano.
I CDS (Credit Default Swap) sono, di fatto, assicurazioni sul rischio e stimano le probabilità di fallimento di banche, imprese e stati.
Anche le probabilità di fallimento del Monte dei Paschi di Siena sono tornate ad essere stimate come inferiori a quelle dello Stato Italiano.
Per inciso, rientra nell'ordine naturale delle cose: l'MPS c'era da prima che un genovese scoprisse l'America e riesce a fare utili tutti i benedetti anni che passano su questa Terra (anche se sia quelli del 2008 che quelli del 2009 sono davvero miseri).
Lo Stato Italiano fa deficit tutti i benedetti anni che passano su questa Terra.
E' vero che tendenzialmente il PIL cresce ed il rapporto debito/PIL resta generalmente sostenibile, ma adesso è in calo pure il PIL.....
Esistono veramente pochissime cose più sicure delle banche italiane in cui tenere denaro.
Usando come termometro i CDS fa impressione vedere come stimino Banca Intesa-Sanpaolo ben più solida delle svizzere UBS e Credit Suisse (e questo non è un grande sforzo, con tutti i macelli che hanno fatto le banche svizzere), ma anche di Bnp Paribas, Barclays, Bbva, Santander e di una nazione come il Regno Unito, che continua ad avere un debito pubblico enormemente più basso di quello italiano......
E' una cosa che dovrebbe far riflettere sui perpetual bancari, anche se quelle sono obbligazioni complesse che meritano un capitolo a parte (uno dei due prossimi articoli, comunque).
Anche perché, come dice il nome perpetual, è ragionevole entrare nell'ordine di idee di sposarsi l'emittente.
Questi non sono assolutamente strumenti da trading; è vero che da marzo 2009 sarebbero andati benissimo, ma valeva anche per le azioni bancarie, ben più liquide.
Di certo cedole da 8% per un emittente di solidità eccezionale come Intesa determinano un gran bel rapporto rischio rendimento.
Anche se sono strumenti che vanno raffrontati con polizze assicurative più che con le altre obbligazioni, per l'eccezionale illiquidità.
Sono strumenti validi per chi sa di non aver bisogno di riscuotere quel denaro per anni e vuole una rendita vera, mentre con i titoli di Stato la rendita è virtuale, poiché questi ultimi tengono giusto il passo dell'inflazione.
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