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Gli immobili della Banca d'Italia

di borsa-finanza00com (03/05/2010 - 14:21)

E' in corso l'istruttoria per la vendita degli immobili della BdI.

Si tratta di un'operazione per la quale girano stime da 326 milioni di €.

Pesa in questo la riorganizzazione interna voluta da Mario Draghi e dal Direttore Generale Fabrizio Saccomanni.

In linea con l'impostazione della Banque de France è partito il bando di gara europeo per selezionare un advisor.

Il punto è che nessuno può prevedere le quotazioni future di nessuna asset class.

Se si tratta di immobili in Italia poi, non è certo con il ministro Scajola che si è scoperto che la trasparenza del settore è nulla: con i numeri dei rogiti in Italia spesso ci si può giocare al lotto.

Con il risultato che nemmeno fra anni sapremo con assoluta certezza come sia andato il periodo in corso.

TUTTAVIA, l'unica cosa che non cambia mai è la legge della domanda e dell'offerta.

Quando l'offerta è esuberante rispetto alla domanda è ovvio che eserciti una pressione ribassista sui prezzi.

Qui abbiamo (non necessariamente in ordine di importanza):

A) La Banca d'Italia che vende i suoi immobili.

B) Le banche commerciali e le assicurazioni che hanno messo in vendita immobili soprattutto al picco della crisi, immobili che sono ancora in larghissima parte invenduti. Al di là del panico post crack Lehman l'avvento di Basilea III e di Solvency II obbliga istituti anche solidi come quelli italiani a rafforzare i propri coefficienti patrimoniali e li spinge a vendere tutto il vendibile.

C) Vendite dei neodisoccupati e neocassaintegrati che non riescono più a pagare i mutui, nonostante tassi sfracellati verso il basso. Fra l'altro, per quanto disperata, la decisione di vendere evitando che l'immobile vada in asta può anche essere saggia.

D) La vendita di immobili da parte delle aziende in crisi, sorvolando sulla vendita di uffici che sono stati chiusi.

E) La vendita di immobili da parte dello Stato per esigenze di cassa.

F) La vendita di immobili da parte dei comuni che, anche a causa del taglio dell'ICI, versano nello stato in cui versano.

G) La vendita di immobili da parte delle Università strangolate dai tagli dei finanziamenti pubblici. Sono partite per prime quelle di Siena, Bari e Palermo, ma non è detto che non si aggreghino altre.

H) Infine, stanno arrivando a scadenza i primi fondi immobiliari chiusi che dovranno, per liquidare le quote, vendere gli immobili che hanno in pancia (possono ritardare le vendite, ma prima o poi devono procedere).

La domanda dovrebbe essere: e chi compra??

Lo Scudo fiscale probabilmente proteggerà una specifica fascia di immobili, anche perché c'è una quota di italiani che hanno dovuto vivere al di sotto dei propri mezzi per rendersi più invisibili al fisco, con il risultato che lo Scudo potrebbe far scattare una serie di acquisti "per sfizio".

Peraltro lo Scudo è sopravvalutato perché, come ha evidenziato la Banca d'Italia, ha visto molte regolarizzazioni di denaro che però è rimasto all'estero nonché regolarizzazioni di immobili esteri che, ovviamente, sono rimasti dove stavano.

Il punto è che qui la situazione è di una quantità immensa di immobili in offerta a fronte di una domanda che esiste solo in teoria.

Più propriamente, esistere esiste, solo che non ha denaro.

Anche perché come numero di anni di stipendi necessari a comprare casa l'Italia ha prezzi tiratissimi rispetto a paesi in cui, fra l'altro, buttare fuori l'inquilino moroso è enormemente più facile.

Pesa ancora il periodo in cui i prezzi sono sostanzialmente raddoppiati senza che gli stipendi li seguissero se non in maniera meno che simbolica.

Inoltre, non è che gli stipendi stiano aumentando.

Quando si parla della bolla immobiliare cinese intanto si parla di aree estremamente specifiche, ma oltretutto si parla di una nazione in cui utili aziendali e stipendi stanno avendo incrementi importanti.

Da noi praticamente l'unica cosa che continua a salire (sebbene più lentamente) è la disoccupazione....

I giornali hanno una parte importante dei loro incassi dalle pubblicità immobiliari e questo li spinge a dare un quadro del settore del mattone molto più positivo di quanto non sia in realtà.

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