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Tier 1 e Core Tier 1

di borsa-finanza00com (28/09/2009 - 10:16)

 

 

Solo una breve annotazione sui coefficienti patrimoniali.
Il Tier 1 Capital è costituito dal rapporto tra il patrimonio di base di una determinata banca e le attività che ha, ponderate sulla base del loro rischio.
Il VAR costituisce il metodo che serve per la quantificazione del livello di rischio e svolge il ruolo di misurare la perdita potenziale massima attesa che può venire generata su un determinato orizzonte temporale.
Il Core Tier 1 è il Tier 1 Capital considerato al netto degli strumenti ibridi, di cui ho ampiamente trattato negli articoli/paragrafi precedenti.
Da notare che, recentemente, il capo della Bundesbank (la banca centrale della Germania) ha sostenuto che va dato più peso al "capitale vero" rispetto agli strumenti ibridi come possono essere obbligazioni subordinate come i Tremonti Bond, perché questi ultimi vanno restituiti.
Da notare anche che le obbligazioni convertibili (convertibili sta per convertibili in azioni) usualmente rientrano nel Core Tier 1, mentre le obbligazioni ibride rientrano nel Tier 1.
Aggiungo che è importante capire che il funzionamento naturale del credito delle banche è a leva, perché altrimenti dovrebbero avere un patrimonio superiore al PIL nazionale.
E' anche importante capire che quanto ripetuto in continuazione sulle televisioni in questi mesi sulla facilità di usare la leva è sostanzialmente falso.
Per capirci: Intesa-Sanpaolo (cito sempre quella perché è il principale istituto bancario sul territorio nazionale) alla fine del 2008 erogava crediti per 395 miliardi di EURO, marginalmente in crescita quest'anno.
La tesi, ripetuta fino alla noia, che i Tremonti Bond le avrebbero permesso di fare più crediti a famiglie ed imprese è falsa per una serie di ragioni.

A) Perché aumenti il credito occorre anche che ci sia richiesta di credito, richiesta che è crollata. Fra l'altro, ci mancherebbe altro, siamo ampiamente nella recessione più pesante del dopoguerra. Quanta voglia ci sia di investire con un ciclo economico così non dovrebbe nemmeno essere spiegato. Così come quanta voglia ci possa essere di chiedere mutui trentennali o peggio da parte di persone che hanno paura di perdere il lavoro entro l'anno....
B) A fronte dei 395 miliardi di EURO di crediti erogati già l'anno scorso i Tremonti Bond di cui si parla per Intesa sono appena 4 miliardi ossia, al confronto, una cifra miserabile. E' vero che, in astratto, possono essere usati a leva (Tremonti ha parlato addirittura di leva 12) ma questo solo in astratto.

Intanto il livello della richiesta di credito è tale che Intesa-Sanpaolo ha già tutte le risorse che gli servono per erogare credito qualora lo ritenga economicamente razionale (a parte che la BCE continua a pompare liquidità a tutto spiano a tassi infimi).
Poi, se venissero davvero usati a leva, non migliorerebbero i coefficienti patrimoniali come viene pressantemente chiesto alle banche proprio dalla politica con i vari accordi di Basilea e le loro evoluzioni.
Soprattutto, la leva non è una cosa che possa essere usata senza rischi: più alta è la leva più prudente deve essere l'erogazione del credito.
Il perché dovrebbe essere del tutto evidente ma, palesemente, sfugge ai telegiornali: fare credito a leva non significa solo prendere tot denaro ad un determinato tasso e moltiplicare i crediti moltiplicando anche i guadagni.
SIGNIFICA ANCHE MOLTIPLICARE LE PERDITE SE LE COSE VANNO MALE.
PIU' E' ALTA LA LEVA PIU' DEVE ESSERE PRUDENTE LA CONCESSIONE DEL CREDITO.
Corrado Passera, l'Amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, in realtà aveva spiegato la cosa in maniera semplice semplice (tuttavia non è bastato).
Aveva infatti evidenziato che con circa 400 miliardi di crediti basta sbagliare un 1% in più per ottenere 4 miliardi circa di perdite.
Perdite capaci di trasformare l'attuale, modesto, utile annuo in perdita, esponendo la banca a rischio crack.
I coefficienti patrimoniali (a partire da Tier 1 e Core Tier 1) sono importanti perché servono a coprire le eventuali perdite.
Tuttavia, è molto più importante la gestione delle attività.
Tanto è vero che Lehman Brothers aveva un Tier 1 prossimo al 16%, a livelli spropositatamente superiori alle banche italiane ma è la qualità degli attivi che conta davvero, il non avere incendi piuttosto che avere un estintore in più degli altri.
Va aggiunto che l'accanimento (con tanto di intimidazioni ed aggressioni continue) del Ministero dell'Economia contro Intesa-Sanpaolo ed Unicredit perché sottoscrivano i Tremonti Bond non ha niente a che vedere con i crediti a famiglie ed imprese.
Dipende dal fatto che l'affare vero lo farebbe lo stato emettendo BOT che rendono lo 0,niente% e trasformandoli, appunto, in Tremonti Bond che hanno un tasso reale intorno all'8,5%......
Cosa alla quale sarebbe corretto aggiungere che le banche italiane pagano uno sproposito di tasse in più rispetto ai loro concorrenti del resto di Eurolandia (peraltro riversate in larga parte sui clienti, facendo di fatto da sostituto d'imposta per lo Stato).
Siamo l'unico paese in cui sono le banche a tenere su lo stato, anziché il contrario.
Nulla di strano, concettualmente, che sia il soggetto più solido a sostenere quello scalcinato, alla canna del gas e continuamente alla caccia di denaro.
Basta che il secondo non si spacci per il salvatore del primo.
Come dice il presidente dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) le banche sono impopolari in qualunque fase del ciclo economico.
Tuttavia, un barlume di onestà intellettuale non stonerebbe. 
Tanto più che se tutte le banche si fossero comportate come quelle italiane tutto questo casino planetario non sarebbe nemmeno nato.
Per la cronaca, il mio lavoro non ha assolutamente niente a che vedere con le banche, ma mi schifa la disonestà intellettuale.

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