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Tariffe assicurazioni auto

di borsa-finanza00com (20/02/2010 - 17:24)

Succede spesso che le dichiarazioni di Marchionni siano molto interessanti, vista la sua grande franchezza ed il peso che ha nel settore auto.

Parlo di Fausto Marchionni, non di Sergio Marchionne, ossia dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fondiaria-Sai.

Il suo gruppo, fra Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni, rappresenta circa un quarto del settore delle polizze auto.

Settore che non smette di sorprendere.

Ad esempio, c'è stata una polemica recente fra le compagnie assicurative italiane e l'ISVAP (che molto spannometricamente sta alle assicurazioni italiane come Bank'Italia sta alle banche italiane).

L'ISVAP gli contesta sostanzialmente di cercare di aggirare l'obbligo di legge di assicurare tutti, ad esempio autosabotandosi i call center in zone come Napoli e Caserta.

Dal suo punto di vista, ha sicuramente ragione l'ISVAP a sostenere che le assicurazioni debbono rispettare la legge e, poiché si tratta di assicurazioni obbligatorie, non possono svignarsela.

Dal loro punto di vista, hanno sicuramente ragione le compagnie a sostenere che in zone in cui la sinistrosità è superiore anche del 1.000% rispetto alla media nazionale (che già è quella che è) è ovvio che se la vogliano svignare.

Chi è platealmente dalla parte del torto è la demagogia d'accatto di politici e pseudoassociazioni di consumatori che per difendere i truffatori (poiché elettori ed associati) fanno pagare il conto a quelli onesti.

Marchionni ha recentemente sostenuto che il problema, ancor più dei sinistri falsi, sono quelli gonfiati.

Ha ricordato anche come nella "catena del risarcimento" si inseriscano frequentemente figure come i consulenti per l'infortunistica stradale.

Figure che fanno lievitare i costi dei sinistri senza avere nessuna regolamentazione od albo professionale che garantisca la correttezza del loro operato.

Da notare come il combined ratio di società del peso di Fondiaria-Sai ed Unipol (per più ragioni) si sia trovato l'anno scorso ad essere sopra quota cento.

Il combined ratio è la quota di spese rispetto agli incassi (il riferimento è all'intero ramo danni).

In sostanza, sono addirittura in perdita.

Con riferimento a Fondiaria-Sai, il piano industriale prevede per il 2011 un'utile netto di 370 milioni (che sarebbe adeguato per rendere le attuali quotazioni enormemente a sconto, del resto sono quotazioni che vengono da un tracollo) ed un combined ratio del 97,8%.

Quando il ramo danni tornerà in utile scatteranno subito le polemiche sulla crescita delle polizze.

Tuttavia, è del tutto evidente che, se si vogliono contenere/ridurre le tariffe, il punto non è il 2,2% di utili sul 100% di ricavi, bensì il 97,8% di costi.

E' sceso in campo anche Fabio Cerchiai (Presidente dell'ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).

Cerchiai fra l'altro sostiene che sarebbe un fondamentale principio di prevenzione quello di incrociare le banche dati di ANIA ed ACI.

Contesta anche che in alcune aree territoriali il fenomeno delle truffe assicurative attualmente rientri tra le fonti di profitto della criminalità organizzata.

Inoltre, sostiene l'esigenza di correggere urgentemente il meccanismo bonus-malus cambiato dal Governo Prodi.

Ad esempio, con l'attuale normativa, nei casi di incidente con concorso di colpa il malus non scatta per nessuno dei 2 automobilisti coinvolti.

Il che è una stortura evidente.

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