Vivere in Brasile, รจ cambiato il visto permanente per investimenti
Il Brasile è molto popolare fra coloro che vogliono andare in pensione anticipatamente o che possono permettersi di lavorare online.
L'anno scorso mi colpì molto una certa "qual vaga differenza" fra i prezzi degli immobili di là rispetto a quelli italici.
Parlo di Porto Seguro, località turistica dello Stato di Bahia: trilocale di 70 MQ in un residence con piscina (nonostante sia una località marittima) per 55.000 EURO, una villetta di 110 MQ con 160 MQ di giardino per 93.000 EURO.
Ora, poiché non c'è posto in cui comprando due o tre case da affittare, oltre a quella di residenza, non si possa vivere tranquillamente, si capisce la popolarità del luogo.
Il costo della vita è ampissimamente più basso del nostro.
Inoltre, gli immobili possono essere un investimento anche rischioso se sono in bolla ma, tipicamente, le bolle immobiliari sono caratterizzate da costi quasi insostenibili per gli stipendi medi.
In Brasile la questione è significativamente diversa dalla nostra perché si tratta di un paese in forte crescita: il +5,3% del PIL nel 2008, contro il -1,0% dell'Italia nello stesso anno è seguito da un PIL in marginale crescita anche quest'anno rispetto al nostro tracollo.
Inoltre, sebbene gli immobili non siano necessariamente un investimento sicuro (ammesso che ne esistano a zero rischi) è pur vero che hanno un forte legame con il costo della vita.
Poniamo l'ipotesi che il Brasile faccia come la Spagna, che ci ha raggiunti quasi in tutto in una generazione.
In questa ipotesi essere andati a vivere in Brasile perché il costo della vita era enormemente più basso del nostro si rivelerebbe un errore, tuttavia un errore compensato dal fatto che realisticamente l'apprezzamento di immobili ed affitti ristabilirebbe l'equilibrio iniziale.
Dovendo scegliere fra comprare una casa in contanti in Italia o fare il pensionato su una spiaggia tropicale è normale che chi può fare la prima cosa possa essere tentato dalla seconda.
In fin dei conti, è un modo di "risolvere" molto più realistico che puntare sul superenalotto.
In pratica, anziché moltiplicare i soldi, è un limitarsi a puntare su posti in cui gli stessi soldi abbiano, per così dire, più valore.
In realtà, leggendo l'orientamento su Finanzaonline mi pare che la spinta vera sia che il Brasile è il posto con la più alta concentrazione di brasiliane.
Personalmente, a parte il fatto che sarei tentato dal Costarica, ci andrei di sicuro se volesse andarci la donna dei mie sogni.
Della serie: dov'è che vorresti portare la donna dei tuoi sogni? Dove la puoi vedere in bikini pure d'inverno.
Francamente è difficile trovare qualcosa di meglio dei tropici.
Oltre al fatto che personalmente, volendo, potrei pure lavorare solo online, e con uno stipendio italiano si starà anche male in Italia, ma lì si sta proprio bene.
Infatti questa passionaccia per lo svignarsela ai tropici mi sembra che ce l'abbiano soprattutto quelli che hanno abbastanza capitale da poter andare in pensione anticipata in paesi con un costo della vita più basso del nostro, ma non possono andarci nel nostro, e quelli che lavorano o potrebbero lavorare anche solo online.
Va aggiunto che la criminalità è concentrata nelle megalopoli (Rio e San Paolo).
Oltre al fatto che non ho mai capito l'obiezione del "cosa ci fai".
A parte che quelli che conosco fra i "trasferiti" lì sono tutti invaghiti del posto.
Tanto più che c'è da strapazzare di coccole lei e da riempirle la vita di attenzioni e di affetto, ci sono tante nuotate che sarebbe bello fare e tanti posti che sarebbe bello visitare.
Oltre al fatto che i brasiliani sono gente festaiola.
Senza contare che quelli sono posti in cui sovente ci si va per anticipare il pensionamento.
E lì vale il discorso che varrebbe in qualunque parte del mondo: ci sono tanti libri che sarebbe bello avere il tempo di leggere (personalmente leggerei comunque testi di borsa, ma insomma...), tanta musica che sarebbe bello ascoltare e tanti film che sarebbe bello vedere.
E' facilissimo comprendere perché l'argomento fuga ai tropici sia così popolare e ricorrente.
Tanto più che l'aspetto quasi bizzarro è che i posti più cari sono quelli freddi, con casi quasi inquietanti come Svezia e Norvegia.
Per di più il divario non sarà sempre così ampio.
Il declino dell'Italia è in corso ed è nell'ordine naturale delle cose.
Non siamo più un paese che da solo aveva un PIL pari a quello di tutto il Sudamerica.
Del resto, la fase in cui appartenevamo a quel 15-18% del pianeta che si spartiva praticamente tutta la ricchezza non poteva durare all'infinito.
Quando il PIL cinese ha superato quello italiano significava semplicemente che oltre 20 cinesi guadagnavano quanto l'italiano medio.
A ben vedere, più che sorprendersi del declino dell'Italia rispetto ai paesi emergenti, occorrerebbe sorprendersi di come abbiano fatto ad impiegarci così tanto tempo.
Casomai dovremmo preoccuparci del declino rispetto al resto di Eurolandia ed al fatto che nel 2008 il nostro PIL è sceso del -1,0% contro il +0,8% di Eurolandia, visto che due anni di recessione al posto di uno li abbiamo fatti quasi solo noi.
La tentazione dei tropici è oggettivamente razionale.
Tuttavia, c'è da dire che in praticamente tutta l'America Latina non fanno entrare quasi tutti come da noi.
Occorre, ad esempio, investire (forse il visto permanente per investimento è il migliore da ottenere).
Fra l'altro, per ottenere un visto permanente di questo tipo fino al 2004 occorreva investire 250.000 dollari americani, poi ridotti a 50.000 $.
Non che sia un problema in un paese con quei tassi di sviluppo, anzi diventa una fonte di reddito supplementare.
Ma il fatto è che la legislazione è ricambiata un'altra volta:
Ne propongo una traduzione fatta con un traduttore automatico (chiedo scusa, ma di portoghese non capisco un tubo).
Precisando peraltro che Reais è il plurale di Real, la moneta brasiliana.
Mentre EURO si declina EURO sia al singolare che al plurale, come fu deciso durante un semestre di presidenza spagnolo.
Da notare che un Real attualmente vale 0,3919 €.
Quindi quello che si capisce chiaramente è che si è passati da 50.000 $ a quasi 60.000 €.
Che lì significa quasi più farsi un ristorantino che non un bar.
Almeno uno sa dove andare a mangiare.
Traduzione:
MINISTERO DEL LAVORO E OCCUPAZIONE
CONSIGLIO NAZIONALE IMMIGRAZIONE
NORMATIVI RISOLUZIONE NO. 84 del 10 febbraio 2009.
Disciplina la concessione di autorizzazione per fini
l'ottenimento di un visto permanente per gli investitori
all'estero - individuale.
Il CONSIGLIO NAZIONALE IMMIGRAZIONE, istituito con legge n. 6815 del 19
Agosto 1980, organizzato dalla legge n. 10,683 del 28 maggio 2003, utilizzando i poteri che
autorizzata con decreto n. 840 del 22 giugno 1993, si risolve:
Articolo 1 Il Ministero del Lavoro può autorizzare la concessione di visti
permanente straniero che desiderano stabilirsi in Brasile con l'obiettivo di investire
stessi da fonti esterne in attività produttive.
Punto. Nel caso di investimenti, perché il numero di investitori
stranieri comporta notevoli ricadute economiche o sociali del paese, le elezioni possono essere
trasmessa dal Ministero del Lavoro e dell'Occupazione del National Immigration Law
decisione.
Articolo 2 L'autorizzazione di concedere un visto permanente per uno straniero sarà
subordinata alla prova di investimenti in valuta estera, per un importo pari o
di $ 150.000,00 (cento fifty thousand reais).
§ 1 Le disposizioni del presente articolo si applicano ai nuovi o quello esistente.
§ 2 Nel valutare la domanda sarà considerata in primo luogo l'interesse sociale,
caratterizzata dalla generazione di occupazione e di reddito in Brasile, aumentando la produttività, da
l'assimilazione della tecnologia e della raccolta di fondi per settori specifici.
§ 3 Il National Immigration Consiglio può cambiare l'investimento minimo
stabilito nella caput di questo articolo per la risoluzione di amministrazione.
Articolo 3 La National Immigration Consiglio può autorizzare la concessione di visti
permanente per gli imprenditori che intendono stabilirsi in Brasile, per investire in attività
produttiva, anche se l'importo degli investimenti inferiore a quello indicato nel titolo d'arte. 2
Normative questa risoluzione.
§ 1 In esame della domanda sarà verificata, dato l'investimento sociale, come il
seguenti criteri:
I - numero di posti di lavoro creati in Brasile, attraverso la presentazione piano
Di investimento, indicando il numero annuo di nuovi posti di lavoro per i brasiliani;
II - il valore degli investimenti e della regione del paese in cui viene applicato;
III - il settore economico in cui l'investimento si sarà verificato, e
IV - contribuire a una maggiore produttività e l'assimilazione della tecnologia.
§ 2 Nella sua decisione, il National Immigration Consiglio esaminerà
in particolare gli imprenditori nazionali Buck paesi dell'America del Sud.
Articolo 4 La richiesta di autorizzazione di concedere il visto permanente deve essere accompagnata
con i seguenti documenti:
I - un documento;
II - da un procuratore pubblico, quando l'investitore straniero è
rappresentano;
III - contratto sociale o atto costitutivo della società ha beneficiato degli investimenti, registrati
l'organismo competente, con il capitale straniero investito adeguatamente retribuito;
IV - SISBACEN - registrazione declaratoria di investimenti diretti esteri in Brasile o del contratto
scambio emessi dalla Banca che riceve l'investimento nei codici di un fatto che
caratterizzano gli investimenti diretti esteri nel regolamento di mercato e di capitale straniero
Internazionale - Aggiornamento;
V - ricevuta originale del versamento della tassa di immigrazione individuali in nome della
il richiedente;
VI - ricevimento della dichiarazione dei redditi dello scorso anno fiscale
la ricorrente, se del caso, e
VII - Piano di investimento che soddisfi i requisiti del § 2 dell'art. 2 della presente risoluzione
Normativo.
Punto. Ogni qualvolta lo riterrà opportuno, il coordinamento generale di immigrazione / MTE
possono richiedere on-indagini sito, il monitoraggio del lavoro regionale
e l'occupazione o il Dipartimento della Polizia Federale.
Articolo 5 Il Ministero del Lavoro informa il Ministero degli Esteri
Stranieri di autorizzazioni per la concessione dei visti all'estero dalle rappresentanze diplomatiche,
gli uffici consolari e vice-consolati.
L'articolo 6 vidimazione del certificato prima degli Esteri Identity - condizione CIE
degli investitori e la scadenza di tre anni.
Articolo 7 Il dipartimento di polizia federale sostituirà l'ICE quando scade,
impostando la sua validità ai sensi delle disposizioni della legge n. 8988 del 24 febbraio 1995,
la prova che lo straniero rimanga un investitore in Brasile, con la presentazione di
seguenti documenti:
I - la prova del pagamento del canone per la sostituzione della CIE;
II - Certificato di Identità Esteri - CIE originale;
III - copia autenticata dell'atto giuridico che disciplina l'entità giuridica debitamente registrato in
competente organo
IV - Dichiarazione dei redditi dello scorso anno fiscale la società e la sua
modulo di versamento;
V - una copia del Bilancio sociale di informazione - RAIS negli ultimi due anni,
per dimostrare la conformità con la creazione di occupazione nel quadro Piano degli investimenti, quando
pertinenti, e
VI - copia della collezione guida del Fondo di garanzia per i dipendenti --
FGTS, salvando il rapporto dei dipendenti.
§ 1 Ogni volta che lo ritiene opportuno, il Dipartimento federale di polizia può fare
indagini sul posto per stabilire l'esistenza fisica della società e le attività che vengono
esercizio.
§ 2 La sostituzione del ghiaccio deve essere richiesta fino alla sua data di scadenza, altrimenti
cancellazione della registrazione permanente.
Articolo 8 La presente risoluzione Normative entra in vigore alla data della sua pubblicazione.
L'articolo 9 è abrogato la delibera n. 60, ottobre 06, 2004.
PAULO SERGIO DE ALMEIDA
Presidente del National Immigration
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.. 31 del 13 febbraio 2009.
Qualche dato sul Brasile
Mi è stato chiesto, nel mondo reale, qualche dato sul Brasile.
Lo posto qui, anziché mandare un'e-mail, perché potrebbe essere di interesse anche per altri.
Nel periodo compreso fra il 1964 ed il 1985 il paese ha subito una dittatura militare.
All'inizio degli anni '90 ha subito l'iperinflazione tipica della sua area, inflazione che in Brasile è arrivata al 2.000%.
La situazione è completamente cambiata ed oggi il Brasile rappresenta in quell'area ciò che il Giappone ha rappresentato per tanti anni in Asia.
L'inflazione è intorno al 5% ed il COPOM (Comitato di Politica Monetaria) tiene il SELIC (l'equivalente del REFI della BCE e di quello che era il tasso di sconto di Bank'Italia, insomma il tasso ufficiale) diversi punti percentuali sopra l'inflazione.
Il PIL è salito in media del 4% tra il 2003 ed il 2008.
L'andamento del PIL lo tiene nella fascia bassa del cosiddetto BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), ma si tratta di un paese con prospettive future particolarmente solide non essendo fortemente legato ai destini delle materie prime (pur essendone ricchissimo) come la Russia (il calo del petrolio porta ad impatti drammatici sia sull'economia che sulla borsa russa) e non dovendo fare (chissà quando) la transizione verso la democrazia che deve fare la Cina, non si sa quanto senza traumi.
Per la prima volta nella storia il Brasile non ha debiti con l'estero.
Negli ultimi 13 anni l'Msci Brazil è cresciuto ad un ritmo annualizzato del 13%.
Da notare che i forti tassi di crescita sono tipici delle borse degli emerging market di questi anni.
Ad esempio, verificando i dati di Morningstar, chi avesse investito 10.000 dollari nel comparto nel 1999 se ne troverebbe attualmente circa 18.000, subendo peraltro oscillazioni violentissime.
E' da notare che investire in quei mercati SOLO perché le loro economie crescono più delle nostre è concettualmente sbagliato.
E' vero che i cosiddetti later starter crescono più di noi e questo rientra nell'ordine naturale delle cose.
Il perché si capisce meglio estremizzando il concetto e facendo il confronto con gli agricoltori del Medioevo: non lavoravano certo meno di quelli di adesso, ma se hai il trattore produci infinitamente di più......
Il fatto è che il driver vero della crescita è lo sviluppo tecnologico e copiare tecnologia è molto più facile che produrla.
Poi, certo, se sei capace di produrla sarai sempre un passo avanti: la Apple dà "due lupini" ai lavoratori cinesi ma il denaro fatto con gli iPod lo tiene quasi tutto per sé....
Ci sono aree del pianeta che hanno un fortissimo potenziale inespresso che sta emergendo ma occorre vedere quanto di questo è già espresso nei prezzi di ciò che si compra.
Per intenderci, il P/E ultimo (dati B&F) del Brasile è stimato a 20,4, quello della Cina a 28,1. In sostanza, i prezzi delle azioni tengono già in ampia parte conto delle potenzialità di crescita di paesi di quel tipo e non sono ai livelli di strasaldo, ad esempio, della borsa italiana.
Borsa italiana che nel 2008 ha subito uno sciacquone talmente violento da essere piena di titoli che non quotano nemmeno i mezzi propri, quotando meno di quello che dovrebbero quotare se fallissero e vendessero i propri asset......
Non che le aziende non possano fallire, in presenza di una recessione di formidabile intensità come quella in atto, ma quando vedi che non quotano neanche i mezzi propri Intesa-SanPaolo, Unicredit, Unipol, Fondiaria-SAI, Caltagirone, Italcementi eccetera eccetera con tutta la buona volontà che i prezzi siano da strasaldo è a dir poco appariscente anche se gli utili attuali sono miseri.
E lo saranno per un periodo abbastanza prolungato, visto che le stime di FMI, OCSE e Bank'Italia sono concordanti per una ripresa italiana fra il 2011 ed il 2013, mentre nel 2010 ci sono prospettive di stagnazione, roba da 0,qualcosa%.
Sebbene, pure utilizzando gli utili, il nostro mercato sia a sconto con un P/E atteso (dati B&F) di 13,4 che è significativamente sotto la media storica.
Peraltro gli utili sono poco significativi in un anno terrificante come questo.
Per capirci, non è che siccome Autogrill ha fatto una trimestrale in perdita (in buona parte causa investimenti) allora non vale niente e ti regalano l'azienda, questi neanche un Camogli ti regalano...
Oltre al fatto che se guardi come sono ridotti concorrenti come Sarni (per restare al caso Autogrill) verifichi ciò che si è già sperimentato nelle crisi passate, ossia che sono i soggetti più grandi quelli che reggono meglio, anche perché hanno ben altro accesso al credito.
E le azioni sono frazioni di aziende, ma non di aziende qualsiasi, ma di aziende che non subiranno l'asfissia finanziaria di tante piccole e medie imprese.
Anche le riduzioni del personale si fanno meglio: uno conto è ridurre del 10% il personale se hai tanti dipendenti un conto è farlo se ne hai due, mica gli puoi tagliare un braccio.....
Fermo restando che spero che le quotazioni stiano bloccate a questi livelli il più a lungo possibile perché il privilegio vero delle crisi è proprio di poter accumulare a prezzi di saldo. Tanto più a lungo il terrificante panic selling che c'è stato terrà lontani gli investitori dalle borse, tanto più ci sarà modo di accumulare nella maniera, in futuro, più profittevole.
Peraltro un mercato toro dura in media 44 mesi (utilizzando come parametro quello principale, la borsa USA) e ci sono le condizioni per una lunga salita.
Oltretutto c'è il dato significativo dei successi di Intermonte SIM che ha sorpassato Fineco nella classifica dell'intermediazione delle azioni italiane.
Il fatto è significativo perché Intermonte, al contrario di Fineco, opera solo con clienti istituzionali e questo evidenzia che mentre i risparmiatori hanno paura e, presumibilmente, ne avranno ancora a lungo, gli istituzionali stanno tornando (anche se parte dei successi di Intermonte potrebbero essere dettati dall'appannamento della reputazione delle grandi case di investimento estere).
In ogni caso, se si decide di investire in un paese esterno ad Eurolandia conta, ovviamente, anche il cambio.
Per la cronaca, dall'inizio dell'anno il Real (al plurale parlano di Reais) si è rivalutato del 15% sull'EURO.
Si era svalutato del 25% l'anno scorso ed era normale che, nel picco della crisi, prevalesse la forza della moneta rifugio, ma il Real si era rivalutato dell'8% già nel 2007.
Si tratta di una moneta piuttosto forte.


