Trading stagionale - Sell in may
Una delle metodologie di "trading" che funzionano meglio è quella che tiene conto delle stagioni.
Il trading tradizionalmente inteso, a partire da quello intraday, comporta costi pesanti sia in termini di commissioni da corrispondere al broker che in termini di lavoro.
Se non fai il trader puoi fare un lavoro vero/serio/tradizionale/sicuro/noioso.
Ho messo le cinque definizioni più frequenti che evidenziano i differenti punti di vista.
Da tutti i punti di vista, la possibilità di avere un reddito da lavoro in più (perché per fare trading occorre lavorare eccome) fa punteggio.
Da qui seri motivi per avere interesse per quello che io definisco "trading stagionale".
Fra le varie forme di "trading stagionale" quello più noto è il classico "sell in may and go away", sostanzialmente tradotto in italiano con "vendi a maggio e parti in viaggio".
E' un modello che è realisticamente destinato a continuare a funzionare perché vale il concetto di "profezia che si autorealizza" e perché ai mitici ottobre nero del 1929 e del 1987 si è affiancato quello del 2008.
E' stato significativo, in questo senso, lo schianto del 24/10/2008, anche perché la mattinata stavamo tutti a pensare a quello del 24/10/1929.
C'è anche il dibattito inerente al puntare sul classico Rally di Natale, sebbene in realtà il mese migliore sia gennaio.
Il lavoro di analisi che sto proponendo l'ho fatto a manina basandomi sulle quotazioni riportate su carta da Milano Finanza (a casa ho disciplinatissimamente conservato le quotazioni che stacco ogni settimana e conservo da oltre un decennio per i miei calcoli).
Nota a margine: per la cronaca, fra i periodici cartacei sono abbonato solo a Milano Finanza ed a Borsa&Finanza.
Può sembrare strano occuparsi di una cosa del genere dopo una tempesta finanziaria che ha divelto tanti paletti storici, ma il fatto è che è improprio buttarsi su un modello dopo che ha dato degli extrarendimenti o pattumarlo perché in un anno non ha funzionato.
Occorre costanza (a parte il fatto che anche negli ultimi due anni questo modello ha dato discreta prova, almeno in termini di tenuta).
Se si vede che un anno un modello ha dato dei magnifici risultati e si va a controllare cosa sarebbe successo negli anni precedenti applicandolo, il risultato complessivo è distorto da quel singolo anno e dal trend che ha di riferimento.
Ad esempio: ci sono pregevoli lavori sulla teoria dei "Dogs of the Dow", che è quella che evidenzia come selezionando titoli scelti sulla base dei dividendi si possano ottenere extrarendimenti.
Quella teoria ha dimostrato di funzionare bene nel corso dei decenni (e per di più, in un mondo entrato in una fase di liquidità che non rende praticamente niente, potrebbe dare il meglio di sé).
Non ha certo funzionato tutti gli anni ma, come la selezione dei titoli mediante p/e basso od un favorevole rapporto prezzi/mezzi propri, mediamente funziona perché permette di trovare titoli sottovalutati.
In quello è come la "formula magica di Joel Greenblatt" che non ha nulla di magico pur funzionando molto bene.
Pur non avendo nulla di magico anche quella formula, come tutti i modelli che individuano titoli sottovalutati, beneficia del fatto che, prima o poi (MOLTO PIU' POI che prima), le quotazioni terranno conto di quella sottovalutazione.
Molti siti finanziari di valore smisero di lavorare sull'applicazione della teoria dei "Dogs of the Dow" nel 1999 perché non gli stava funzionando più (perdendosi un decennio di extrarendimenti).
Da notare l'anno: il 1999 era anno cruciale per la bolla Internet che è stata, fra le altre cose, una prolungata fase nella quale i fondamentali sembravano non contare più niente.
Realisticamente scoraggiati da quei risultati, quei siti (ad alcuni dei quali, specie anglofoni, guardo con grandissima ammirazione) smisero di pubblicare dati su quella teoria quando il modello stava tornando a funzionare.
Poi però la bolla rialzista si è sgonfiata (tanto tempo prima della formidabile bolla negativa del 2007-2008, che si è pure trasmessa all'economia reale) e le strategie di valore sono tornate a funzionare al meglio, ma chi aveva buttato a mare i fondamentali e gli strumenti che li identificano non ha potuto approfittarne.
I dati che servono come base di calcolo (è stato utilizzato l'ultimo prezzo delle sedute):
Venerdì 29/5/2009 Mibtel a 15.743
Venerdì 31/10/2008 Mibtel a 16.504
Martedì 30/9/2008 Mibtel a 19.512
Venerdì 30/5/2008 Mibtel a 25.598
Mercoledì 30/4/2008 Mibtel a 25.752
Venerdì 28/12/2007 Mibtel 29.360
Mercoledì 30/10/2007 Mibtel a 31.533
Venerdì 28/9/2007 Mibtel a 31.020
Giovedì 31/5/2007 Mibtel a 33.724
Lunedì 30/4/2007 Mibtel a 33.979
Venerdì 29/12/2006 Mibtel a 31.855
Martedì 31/10/2006 Mibtel a 30.392
Venerdì 29/9/2006 Mibtel a 29.414
Mercoledì 31/5/2006 Mibtel a 27.923
Venerdì 28/4/2006 Mibtel a 29.422
Venerdì 30/12/2005 Mibtel a 26.778
Lunedì 31/10/2005 Mibtel a 25.061
Venerdì 30/9/2005 Mibtel a 26.846
Martedì 31/5/2005 Mibtel a 24.264
Venerdì 29/4/2005 Mibtel a 23.631
Giovedì 30/12/2004 Mibtel a 23.522
Venerdì 29/10/2004 Mibtel a 21.715
Giovedì 30/9/2004 Mibtel a 21.045
Lunedì 31/5/2004 Mibtel a 20.556
Venerdì 30/4/2004 Mibtel a 21.010
Martedì 30/12/2003 Mibtel 19.922
Venerdì 31/10/2003 Mibtel 19.355
Martedì 30/9/2003 Mibtel a 18.450
Venerdì 30/5/2003 Mibtel a 18.499
Mercoledì 30/4/2003 Mibtel a 17.726
Lunedì 30/12/2002 Mibtel a 17.485
Giovedì 31/10/2002 Mibtel a 17.529
Lunedì 30/9/2002 Mibtel a 16.094
Venerdì 31/5/2002 Mibtel a 21.952
Martedì 30/4/2002 Mibtel a 23.388
Venerdì 28/12/2001 Mibtel a 22.855
Mercoledì 31/10/2001 Mibtel a 21.622
Venerdì 28/9/2001 Mibtel a 20.768
Giovedì 31/5/2001 Mibtel a 27.435
Lunedì 30/4/2001 Mibtel a 28.638
Venerdì 29/12/2000 Mibtel a 30.323
Martedì 31/10/2000 Mibtel a 32.657
Venerdì 29/9/2000 Mibtel a 31.323
Mercoledì 31/5/2000 Mibtel a 31.195
Venerdì 28/4/2000 Mibtel a 31.083
Giovedì 30/12/1999 Mibtel a 28.976
Venerdì 29/10/1999 Mibtel a 23.315
Giovedì 30/9/1999 Mibtel a 23.818
Lunedì 31/5/1999 Mibtel a 24.329
Venerdì 30/4/1999 Mibtel a 25.068
Mercoledì 30/12/1998 Mibtel a 23.695
Venerdì 30/10/1998 Mibtel a 19.825
Mercoledì 30/9/1998 Mibtel a 18.759
Venerdì 29/5/1998 Mibtel a 23.935
Giovedì 30/4/1998 Mibtel a 23.053
I RISULTATI:
DA FINE MAGGIO 1998 A FINE OTTOBRE 1998 -17,17%
DA FINE OTTOBRE 1998 A FINE MAGGIO 1999 +22,72%
DA FINE MAGGIO 1999 A FINE OTTOBRE 1999 -4,17%
DA FINE OTTOBRE 1999 A FINE MAGGIO 2000 +33,80%
DA FINE MAGGIO 2000 A FINE OTTOBRE 2000 +4,69%
DA FINE OTTOBRE 2000 A FINE MAGGIO 2001 -15,99%
DA FINE MAGGIO 2001 A FINE OTTOBRE 2001 -21,19%
DA FINE OTTOBRE 2001 A FINE MAGGIO 2002 +1,53%
DA FINE MAGGIO 2002 A FINE OTTOBRE 2002 -20,15%
DA FINE OTTOBRE 2002 A FINE MAGGIO 2003 +5,53%
DA FINE MAGGIO 2003 A FINE OTTOBRE 2003 +4,63%
DA FINE OTTOBRE 2003 A FINE MAGGIO 2004 +6,21%
DA FINE MAGGIO 2004 A FINE OTTOBRE 2004 +5,64%
DA FINE OTTOBRE 2004 A FINE MAGGIO 2005 +11,74%
DA FINE MAGGIO 2005 A FINE OTTOBRE 2005 +3,28%
DA FINE OTTOBRE 2005 A FINE MAGGIO 2006 +11.42%
DA FINE MAGGIO 2006 A FINE OTTOBRE 2006 +8.84%
DA FINE OTTOBRE 2006 A FINE MAGGIO 2007 +10,96%
DA FINE MAGGIO 2007 A FINE OTTOBRE 2007 -6,50%
DA FINE OTTOBRE 2007 A FINE MAGGIO 2008 -18,82%
DA FINE MAGGIO 2008 A FINE OTTOBRE 2008 -35,53%
DA FINE OTTOBRE 2008 A FINE MAGGIO 2009 -4,61%
Il totale è di 22 periodi di cui:
A) In 11 (fra fine maggio e fine ottobre) si poteva stare sui bond o provare pure a shortare.
B) In 11 (fra fine ottobre e fine maggio) si poteva stare pienamente investiti INCASSANDO PURE I DIVIDENDI (che alterano il risultato a beneficio del modello).
Da considerare che il classico "sell in may" lo ho personalissimamente interpetrato con vendi a FINE MAGGIO.
Anche perché, essendo i dividendi distribuiti principalmente fra aprile e maggio ed essendo ostico scomputare quei dati, utilizzando la fine di maggio i conti sono più semplici.
Il risultato è che negli 11 periodi in cui la borsa andava evitata usando questo modello il risultato medio di periodo è stato del -77,63%/11 = -7.06% con sei periodi negativi e 5 positivi. Occorre notare che si tratta di 11 periodi di 5 mesi, quindi 55 mesi e non 11 anni.
Negli 11 periodi in cui si poteva stare pienamente investiti il risultato medio di periodo è stato del +64,49%/11= +5,86% con otto periodi positivi e tre negativi (a cui andrebbe aggiunto il fatto che la stragrande maggioranza dei dividendi sono corrisposti in periodo primaverile e non certo autunnale). Occorre notare che si tratta di 11 periodi di 7 mesi, quindi 77 mesi e non 11 anni.
Da notare anche che il periodo borsistico considerato è uno dei peggiori di tutti i tempi, ma il modello del "sell in may" ha permesso ugualmente di ottenere risultati validi.
P.S. Per la cronaca, i prezzi sono talmente depressi come listino e ci sono titoli che sono stati bastonati in maniera talmente ingiustificata che, personalmente, stavolta preferisco restare pienamente investito.
Il fatto è che, nel panic selling della fine dell'anno scorso fino al bottom (il minimo, insomma) del 9/3/2009 (con il Mibtel a 10.544), i titoli sono scesi quasi tutti assieme.
Tuttavia, "già" da dicembre del 2008 avevano iniziato a non risalire tutti assieme ed il listino, a questi prezzi, non è più pericoloso degli immobili italiani.
Anche perché le bolle immobiliari sono scoppiate quasi ovunque ed ormai sembriamo il villaggio di Asterix.
Oltretutto, avendo la stessa moneta del resto di Eurolandia, gli acquisti a scopo di investimento in immobili in Italia non hanno particolare base logica, potendo investire a prezzi più favorevoli, senza rischio cambio ed in posti in cui gli inquilini morosi li puoi buttare fuori senza tutti i problemi che ci sono qui.
Se poi si aggiunge che sono mesi che i BOT, al netto di tasse e commissioni, rendono meno dell'1%, è appariscente come la borsa italiana sarà protetta dalla mancanza di alternative.
Per contro, le azioni sono frazioni di aziende e gli utili del biennio 2008-2009 sono magri.
Con gli utili del 2007 (valutati con multipli nelle medie storiche) il Mibtel 30.000 punti li valeva tutti, ma per tornare a quei livelli di utili occorre una ripresa vera, poco probabile prima del 2011.
Personalmente, quando il Mibtel tornerà (per la terza volta, peraltro) oltre quota 30.000, ne avrò beneficiato appieno.
Persino se la ripresa vera ci fosse nel 2012-2013 il rapporto tempo/rischio/rendimento sarebbe favorevole.
Ovviamente, se ci volesse davvero tutto questo tempo, il dramma non sarebbe per la borsa, sarebbe per il Paese.


