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Andamento PIL

di borsa-finanza00com (18/04/2010 - 12:01)

Riprendendo i dati dei Bollettini economici di Bank'Italia e della BCE (per caso usciti in contemporanea il 15/4/2010) il quadro diventa ancora più chiaro.

Da notare che Bank'Italia non propone sue previsioni per il 2010, ma presenta le medie degli analisti privati.

Segnatamente: Cina +10%, India +8%, Brasile +5,5%, USA +3%, Giappone +2%, Eurolandia +1%.

Non ci sono cifre sull'Italia ma la stima del Fondo Monetario Internazionale è del +0,8%, mentre altri prevedono ancora meno.

Per avere un quadro esauriente questi dati, esclusivamente previsionali, vanno integrati con i dati "di pietra" del 2009.

Segnatamente: Cina +8,7%, India +7,2%, Brasile +4,9%, USA -2,4%, Eurolandia -4,1%, Italia -5,1%.

Per trovare un paese peggiore occorre andare sulla Russia del 2009 con il suo -5,7% e quella più che una nazione è un derivato sulle materie prime avendo la metà del bilancio pubblico espressione degli idrocarburi (ed il petrolio è stato basso l'anno scorso, addirittura nel gennaio del 2009 era sceso a 33 dollari per barile, lontanissimo dai livelli attuali).

Ampliando l'orizzonte, nonostante la crisi in atto il trentennio 1980-2010 è stato eccezionalmente prospero per l'umanità.

In questo arco temporale il PIL pro capite dei cinesi (circa un quinto dell'umanità) è quasi decuplicato, mentre quello degli indiani (circa un quinto dell'umanità) è quasi triplicato.

Da considerare a parte le crescite fenomenali di tigri asiatiche come Corea del Sud, Singapore e Taiwan, visto il loro ridotto numero di abitanti.

A fronte di questo il PIL pro capite di italiani, tedeschi, francesi e giapponesi è cresciuto di un 50-60%, quello degli americani del 75% e quello degli inglesi del 93%.

Da notare come il pendolo della storia economica abbia cambiato direzione: fra il 1950 ed il 1980 il Giappone aveva sestuplicato il reddito pro capite, l'Italia lo aveva quasi triplicato e la Francia raddoppiato.

Nello stesso arco temporale il PIL pro capite cinese era salito di 1,4 volte, mentre quello dell'India di 0,7 volte.

In larga parte la differenza è stata dettata dal fatto che Cina ed India hanno abbracciato l'economia di mercato (l'India come più grande democrazia del pianeta, la Cina come più grande dittatura del pianeta) riprendendosi ciò a cui avevano rinunciato.

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PIL italiano

di borsa-finanza00com (24/03/2010 - 20:27)

Ricordo alcuni dati riprendendo l'apposito aggiornamento congiunturale di Ref.

Esso riassume le performance italiane degli ultimi 4 decenni.

Nel decennio 1970-1980 l'Italia è cresciuta ad una media annuale del 3,8%.

Nel decennio 1980-1990 l'Italia è cresciuta ad una media annuale del 2,41%.

Nel decennio 1990-2000 l'Italia è cresciuta ad una media annuale dell'1,59%.

Nel decennio ancora non concluso (2000-2010) la crescita annuale media è stata, per ora, di meno di un terzo di punto percentuale.

Da un certo punto di vista questo decennio potrebbe persino non fare testo, a causa del -1,0% del 2008 e del -5,1% del 2009.

Da notare che l'unico dibattito accanito sulla crescita da noi non sia stato su come migliorare il trend, ma è legato ai mesi di aggressioni da parte di Tremonti verso Bank'Italia perché quest'ultima era accusata di fare stime troppo pessimistiche.

Per chi non lo ricordasse, le stime di Bank'Italia all'inizio del 2009 erano di un -2,0% di PIL per l'anno in esame, mentre il Governo nel DPEF stimava un +0,5% nello stesso anno.

E' finita a -5,1%...

Fermo restando che è impossibile prevedere il futuro, girano stime di crescita per gli anni a venire prossime al punto percentuale.

Il Bollettino Economico di Bank'Italia n° 59 stima un +0,7% nel 2010 ed un +1% nel 2011.

Presumibilmente, dal 2011 al 2013 dovrebbe esserci una ripresa economica un minimo solida, anche se ci vorranno anni per tornare ai livelli del PIL dell'anno pre-crisi (per noi il 2007).

Fa impressione il raffronto con gli USA.

La crisi dei mutui subprime esplode nell'estate del 2007 ed il 15 settembre 2008 c'è stato il crack Lehman Brothers.

Eppure, al contrario dell'Italia, il PIL USA è salito pure nel 2008 (un misero +0,4%, tuttavia in crescita come Eurolandia a fronte del -1,0% italiano).

Nel 2009 il PIL USA è sceso del 2,4% e, con le stime attuali di una crescita nel 2010 del +2/3%, potrebbe tornare ai livelli pre-crisi già quest'anno (mentre non si sa quanti anni ci impiegheremo noi).

E la crisi ufficialmente sarebbe la loro...

Fa il pari con l'11 settembre: abbatterono le torri loro ed entrammo in recessione prima noi.

Diventa anche difficile da commentare....

Da notare come un paese post-industrializzato come l'Italia non possa essere confrontato con i paesi cosiddetti "emergenti".

Il 2010 è realisticamente l'anno del sorpasso della Cina sul Giappone, ma questo vuol dire solo che un miliardo e trecento milioni di cinesi circa produrranno ufficialmente più di centoventisette milioni di giapponesi circa.

Per i later starter è normale crescere di più.

Per fare un esempio particolarmente significativo (visto che da noi è considerato paese sinonimo di povertà, e non a torto), l'Etiopia ha un PIL che ha registrato un +10,9% nel 2006, un +11,1% nel 2007, un +8,5% nel 2008, un +7,5% nel 2009 e le previsioni per il 2010 sono di un +7,0%.

Il tutto va dimensionato per quello che è: in questo decennio il PIL del continente africano è salito in media di circa 5 punti percentuali l'anno, un trend imparagonabile con l'Europa, ma i morti per fame sono lì, mica qui...

E' normale che si parli tanto della Cina perché, essendo il paese più popolato del pianeta (sebbene non tanto più dell'India), in astratto un giorno potrebbe diventare la prima economia del pianeta.

Certi calcoli che girano sui giornali ipotizzano che possano tenere quasi all'infinito gli attuali tassi di crescita, mentre le vicende delle storiche tigri asiatiche come Taiwan e Corea del Sud (e ben prima il Giappone) evidenziano come sia nell'ordine naturale delle cose che i tassi di crescita poi rallentino.

Non è corretto raffrontare l'Italia con i cosiddetti emergenti, è però corretto fare raffronti con gli altri paesi post-industrializzati.

Cosa che fanno in maniera impietosa ogni anno le statistiche internazionali, a partire da quelle dell'Eurostat e dell'OCSE.

Per inciso, è difficile non notare come non ci siano nemmeno tentativi di rimuovere le cause strutturali della minor crescita dell'Italia rispetto agli altri paesi.

Come, fra quelle molto rilevanti, le disfunzioni della giustizia civile.

Difficile non notare come la politica sembri interessata solo a quella penale.

Non che quella penale non abbia problemi, ma l'interesse non sembra quello di risolverli, ma quello di non farsi arrestare...

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PIL italiano

di borsa-finanza00com (15/02/2010 - 16:28)

Con i dati definitivi relativi al PIL italiano del 2009 si chiude un decennio terribile che ha visto una crescita media intorno al mezzo punto percentuale.

Segnatamente:

2000 +3,7%

2001 +1,8%

2002 +0,5%

2003 0,0%

2004 +1,5%

2005 +0,7%

2006 +2,0%

2007 +1,6%

2008 -1,0%

2009 -4,9%.

Stendendo un velo pietoso sul confronto con il resto di Eurolandia e dell'Euro27 per "carità di Patria".

Le principali stime sul PIL italiano per il 2010 oscillano fra lo 0,qualcosa% e l'1,niente%.

Livelli di crescita del tutto sufficienti per far tornare a salire gli utili anche a causa dell'effetto (che sui bilanci è, come al solito, tardivo) delle ristrutturazioni.

Per contro del tutto inadeguati a recuperare una parte anche minima dei disoccupati legati a quelle ristrutturazioni.

Anzi, è realistico che abbia ragione Confindustria a sostenere che la disoccupazione continuerà ad aumentare.

AGGIORNAMENTO: Il 1/3/2010 l'ISTAT ha corretto il dato italiano relativo al 2009 da -4,9% a -5,0%....

NUOVO AGGIORNAMENTO: Il 10/3/2010 l'ISTAT ha corretto nuovamente il dato italiano relativo al 2009 da -5,0% a -5,1%........


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