Target price
I target price (i "prezzi obiettivo") degli analisti di borsa sono sostanzialmente "consigli per gli acquisti" (spesso interessati) fatti presentando un prezzo a cui un determinato titolo "dovrebbe" andare.
Merita una nota un recente e deliziosamente perfido intervento di John Dorfman riportato da B&F.
Dorfman ha fatto presente che, tra il 1998 ed il 2007, comprando i quattro titoli che all'inizio dell'anno avevano i giudizi più favorevoli da parte degli analisti delle banche d'affari sull'S&P500 si sarebbe ottenuto un rendimento NEGATIVO su base annua del -1,7%, mentre l'indice nel periodo considerato ha registrato una salita media annua del +7,2%.....
I quattro titoli di cui era più consigliato l'acquisto hanno fatto addirittura peggio dei quattro più sconsigliati, che hanno avuto un apprezzamento del +2,2%.
Con tutta la buona volontà, è difficile non credere che incida la malafede, visto che il risultato è nettamente peggiore di quello realisticamente ottenibile tirando con le freccette per scegliere i titoli.
Inoltre, qualunque selezione basata su dati fondamentali, persino quelli più rozzi come p/e, p/mp o dividendi tende a generare overperformance significative rispetto all'indice in periodi così lunghi.
Per non parlare di modelli più evoluti come il RIM o l'EBO (comunque qualunque modello che selezioni con approssimazione decente titoli sottovalutati su base fondamentale tende a generare overperformance).


