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Beating the dealer- Beating the Dow

di borsa-finanza00com (02/03/2010 - 12:21)

Pochi conoscono in Italia Edward Thorp.

Si tratta di un antesignano dell'applicazione alla finanza di equazioni ed algoritmi.

Viene considerato una sorta di capo spirituale dei "quant", i matematici che imperversano a Wall Street.

Per inquadrare il soggetto, Thorp a sette anni calcolava in volata quanti secondi ci siano in un anno.

Quando faceva il professore al Massachusetts Institute of Technology (il cosiddetto MIT) di Boston dimostrò per primo come si potesse vincere nei casinò contando le carte nel blackjack.

A Las Vegas raddoppiò i diecimila $ che gli erano stati messi a disposizione da un investitore che era rimasto colpito dal suo metodo.

Metodo che venne illustrato nel saggio Beat the dealer del 1962.

Assieme ad un altro matematico, Thorp sviluppò pure il primo "computer indossabile", un elaboratore rudimentale con il quale i due tentarono di vincere pure alla roulette.

Poi passò alla finanza.

Nel 1965 creò il fondo Princeton-Newport partners.

Si trattava del primo HF (Hedge Fund) con operatività basata su equazioni create per guadagnare sia con il mercato in salita che con il mercato in discesa.

I cosiddetti "quant" hanno subito il primo tracollo con il crac del 1987.

Situazione analoga con la crisi dei mutui subprime, quando le loro equazioni sono andate in tilt a causa del panic selling.

Scott Patterson spiega come i modelli matematici abbiano sempre avuto difficoltà nel prevedere gli eventi inaspettati che determinano violente fluttuazioni nei mercati.

Patterson è l'autore di un saggio, "The Quants" (sottotitolo: "Come una nuova razza di geni della matematica ha conquistato Wall Street e l'ha quasi distrutta."), recentemente pubblicato dall'editore Crown.

Il caso di Thorp è abbastanza singolare perché il fondo che amministra personalmente ha driblato il crollo del mercato immobiliare, ma la maggior parte del suo denaro era stato messo in HF che traboccavano di titoli tossici e che hanno recuperato solo in parte.

A "fare il verso" a "Beating the dealer" di Thorp venne pubblicato nel 1990 "Beating the Dow" di O'Higgins.

Fa parte della vastissima varietà di tentativi di usare matematica e/o statistica per fare denaro con la finanza.

Il metodo di O'Higgins è una versione della strategia "The dogs of the Dow".

Alcune note:
A) Dow sta per Dow Jones Industrial Average, indice che a sua volta prende il nome da Charles Henry Dow (fra l'altro fondatore del Wall Street Journal e, con la "Teoria di Dow", padre dell'analisi tecnica) ed Edward Jones.
B) Dogs, ossia cani, sta per "titoli trattati da cani", ossia ingiustamente maltrattati dal mercato (la logica è cercare titoli che valgano di più di quello che quotano).

Di base, il metodo noto come "The dogs of the Dow" consiste semplicemente nell'acquistare ogni prima giornata borsistica dell'anno i dieci titoli del Dow Jones (che ne comprende appena 30) che nell'arco dei dodici mesi precedenti hanno dato il dividendo percentualmente più alto rispetto alla quotazione dell'azione, investendo su ognuna delle dieci azioni la stessa quantità di denaro.

Poi, a distanza di un anno, rifare la stessa cosa mantenendo in portafoglio solo i titoli che continuano ad essere nella top10 come redditività da dividendi.

E' un approccio estremamente rozzo per individuare titoli sottovalutati.

Approccio che però dal 1983 ad oggi ha determinato una performance media annua più alta dell'indice: 18% contro il 15%.

Da notare che tre punti percentuali l'anno di differenza sono uno sproposito in un piano di accumulo previdenziale che punti a versare un premio unico finale ad una compagnia assicurativa: significa (a causa dei vantaggi dell'interesse composto) poter avere anche il doppio o più della pensione privata rispetto a quello che si sarebbe potuto avere altrimenti.

La variante di Michael O'Higgins proposta all'interno del testo "Beating the Dow" parte dallo stesso approccio ma ordina per prezzo la lista dei dieci titoli con i dividendi migliori.

In pratica, le 5 azioni meno costose del gruppo (chiamate Flying Five) sono da comprare e gestire con lo stesso approccio dei Dogs of the Dow.

Dal 1983 l'approccio di O'Higgins ha determinato un rendimento annualizzato del 19,4%.

C'è un'ulteriore versione elaborata del celebre sito di investimenti The Motley Fool.

Essa cerca di combinare le prime due.

La Foolish Four in realtà sembra un approccio del tipo: torturate i numeri e vi confesseranno la verità.

Ossia: avendo già i dati del passato, fare dei contorsionismi per trovare un metodo che li prevedesse.

Non c'è particolare base logica che faccia presumere che il futuro vada così.

Comunque, per la cronaca, la Foolish Four si ottiene dividendo il rendimento dei trenta titoli del Dow Jones per la radice quadrata del rispettivo prezzo.

Poi si organizzano i risultati andando in ordine decrescente, si scarta il primo titolo della lista così ottenuta e si acquistano i 4 immediatamente successivi, tenendoli al solito per tutto l'anno.

Sempre per la cronaca, nell'ultimo quarto di secolo il rendimento medio annuo di questa strategia è stato del 24,5%.

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